
Comunità energetiche rinnovabili: opportunità e regole per le cantine
Le cantine vitivinicole affrontano dinamiche energetiche peculiari, caratterizzate da forti picchi di consumo durante la vendemmia per la refrigerazione e la fermentazione dei mosti. La partecipazione a una comunità energetica rinnovabile o a un gruppo di autoconsumatori offre l'opportunità di valorizzare la produzione elettrica e ottimizzare la gestione delle utenze di stabilimento. In questa guida analizziamo il funzionamento del modello comunitario per il settore enologico, i soggetti ammessi, i vincoli normativi per le imprese e gli aspetti operativi da valutare prima di aderire.
- Le PMI vitivinicole possono partecipare alla comunità se la gestione energetica non costituisce la loro attività commerciale o industriale principale.
- Gli impianti rinnovabili fino a 1 MW registrati nella configurazione possono ottenere una tariffa incentivante sull'energia condivisa per 20 anni.
- Le richieste per il contributo a fondo perduto PNRR fino al 40% riservato ai comuni sotto i 50.000 abitanti si sono chiuse il 30 novembre 2025.
- Prima di aderire occorre analizzare le curve di carico della cantina, le superfici di copertura disponibili e la vicinanza agli altri membri.
Chi può aderire alla comunità energetica in ambito vitivinicolo
La normativa stabilisce che possono fare parte di una comunità energetica rinnovabile le persone fisiche, le PMI, gli enti locali, gli enti religiosi, le realtà del terzo settore e i consorzi di bonifica. Per le cantine costituite in forma d'impresa, la partecipazione è consentita a condizione che tale adesione non rappresenti la loro attività commerciale o industriale principale. Questo vincolo assicura che il modello comunitario mantenga la finalità di fornire benefici ambientali ed economici al territorio, evitando che la vendita di energia diventi il core business dell'azienda agricola o industriale.
Una cantina vitivinicola può assumere un ruolo attivo inserendosi nella configurazione come produttore o come consumatore. L'azienda può installare un impianto sul tetto del magazzino o della struttura produttiva per condividere l'energia generata con le altre utenze connesse alla medesima rete. In alternativa, le cantine prive di tetti sfruttabili possono partecipare esclusivamente come consumatori, beneficiando dell'energia immessa dagli altri soci locali, come gli enti territoriali o i cittadini vicini, durante i periodi di operatività degli impianti.
La tariffa incentivante sull'energia condivisa e la tempistica
Per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza fino a 1 MW inseriti in una comunità energetica, in un gruppo di autoconsumatori o in un autoconsumo a distanza, la legge prevede l'erogazione di una tariffa incentivante sull'energia condivisa per un periodo di 20 anni. Questa misura premia l'energia prodotta e contestualmente consumata dai membri della configurazione all'interno della stessa fascia oraria, valorizzando l'autoconsumo locale e alleggerendo la pressione sulle infrastrutture di rete durante le ore di produzione.
La richiesta per accedere a questa tariffa incentivante deve essere presentata entro il trentesimo giorno successivo al raggiungimento della soglia di 5 GW incentivati e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2027. Per valutare la convenienza della partecipazione, la cantina deve esaminare le proprie curve orarie di prelievo e la contemporaneità con la produzione dell'impianto, dati che si ricavano direttamente dalle fatture elettriche e dai report tecnici delle utenze di stabilimento.
Dove va l'energia in una cantina
Il picco elettrico è in vendemmia, tra fine estate e autunno, proprio quando il freddo serve di più; nel resto dell'anno i consumi scendono.
I consumi energetici della cantina tra vendemmia e conservazione
Il profilo dei consumi di una cantina è strettamente legato alla stagionalità della produzione vinicola. Il picco massimo si registra tra la fine dell'estate e l'autunno durante la vendemmia, quando i gruppi frigoriferi e le vasche termocondizionate operano continuamente per raffreddare mosti e uve e per il controllo termico della fermentazione. In questa fase lavorano a pieno ritmo anche diraspatrici, presse e pompe di trasferimento. Durante il resto dell'anno i consumi calano, concentrandosi sulla stabilizzazione a freddo, sul mantenimento dei vini e sulla climatizzazione della barricaia e del magazzino.
La forte coincidenza tra la stagione vendemmiale e i mesi di elevata insolazione rende l'impianto fotovoltaico un alleato fondamentale per la copertura dei carichi estivi e primo-autunnali. Tuttavia, la fermentazione richiede energia anche nelle ore notturne. Per questo motivo, prima di progettare l'adesione a una comunità energetica, è essenziale verificare il bilanciamento tra l'energia autoconsumata direttamente per la sanificazione, i lavaggi e l'imbottigliamento e quella quota che può essere condivisa con gli altri membri presenti sul territorio.
Il quadro del contributo PNRR per le comunità energetiche
Per quanto riguarda le risorse pubbliche destinate agli impianti inseriti in comunità energetiche o gruppi di autoconsumatori situati nei comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti, il contributo a fondo perduto PNRR fino al 40% delle spese non accetta più nuove domande. La scadenza per l'invio delle richieste era infatti fissata al 30 novembre 2025. Le aziende agricole e le cantine che hanno presentato domanda entro tale termine devono seguire l'iter stabilito per il perfezionamento della pratica.
Gli accordi di concessione relativi alle istanze presentate devono chiudersi entro il 31 agosto 2026, mentre gli impianti ammessi al finanziamento devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027. Le cantine che pianificano nuovi interventi energetici oggi devono quindi fare riferimento alla tariffa incentivante ventennale sull'energia condivisa, valutando l'assetto finanziario complessivo con il supporto dei propri consulenti e analizzando le fatture elettriche per quantificare l'effettivo fabbisogno.
Cosa valutare prima di accedere e il supporto di Gamma Verde Energy
Prima di completare l'adesione a una comunità energetica, la cantina deve analizzare alcuni elementi cardine: la volumetria dei consumi elettrici aziendali, la superficie e l'orientamento delle coperture destinate agli impianti e la vicinanza geografica agli altri membri del gruppo. La corrispondenza tra i punti di prelievo e immissione sulla medesima cabina primaria è la condizione indispensabile per la condivisione dell'energia. Inoltre occorre valutare con attenzione lo stato dei lastrici solari e la presenza di vincoli paesaggistici legati alla zona vitivinicola.
Gamma Verde Energy affianca le imprese agricole e le cantine in ogni fase del percorso. L'azienda analizza i consumi della struttura, individua gli interventi tecnici più opportuni e coordina i tecnici e i certificatori abilitati insieme al commercialista del cliente, seguendo tutta la gestione dei documenti e delle comunicazioni necessarie. Il quadro delle agevolazioni fiscali e dei requisiti specifici per il reddito d'impresa della cantina viene costantemente verificato e approfondito direttamente con il commercialista di fiducia della società.
Cosa dicono le norme
Possono essere soci o membri di una comunità energetica rinnovabile persone fisiche, PMI, enti locali, enti religiosi e del terzo settore, consorzi di bonifica e altri soggetti indicati dalla legge; per le imprese la partecipazione non può essere l'attività commerciale o industriale principale.
D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 199, art. 31 (testo in vigore dal 19/4/2026) · 19 aprile 2026Gli impianti rinnovabili fino a 1 MW inseriti in una CER, in un gruppo di autoconsumatori o in un autoconsumo a distanza possono avere una tariffa incentivante sull'energia condivisa per 20 anni; la tariffa si può chiedere fino al trentesimo giorno dopo il raggiungimento di 5 GW incentivati e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
GSE, Configurazioni per l'autoconsumo diffuso (DM MASE 7/12/2023 n. 414, Decreto CACER, e s.m.i.) · 18 ottobre 2026Il contributo a fondo perduto PNRR fino al 40% delle spese per impianti in CER o gruppi di autoconsumatori nei comuni sotto i 50.000 abitanti non accetta più domande: le richieste andavano inviate entro il 30 novembre 2025. Gli accordi di concessione si chiudono entro il 31 agosto 2026 e gli impianti devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027.
GSE, CER e gruppi di autoconsumatori in comuni fino a 50.000 abitanti (art. 27 DL 19/2026) · 18 ottobre 2026Le agevolazioni dipendono dalla forma dell'impresa e dal tipo di intervento: prima di tutto si verifica se ci rientri.
Le domande che ci fanno
Il fotovoltaico produce in modo sufficiente quando serve il freddo per la vendemmia?
L'attività dei gruppi frigoriferi e delle vasche di fermentazione durante la vendemmia coincide in gran parte con i mesi tardo-estivi, quando l'irraggiamento solare è elevato. L'impianto genera energia nelle ore diurne centrali, coprendo parte dei consumi per la lavorazione delle uve, mentre la fattibilità complessiva si verifica analizzando i dati di produzione dell'impianto e le curve di carico storiche della cantina.
Conviene inserire un sistema di accumulo per gestire le notti di fermentazione?
La fermentazione dei mosti richiede un controllo termico continuo sia di giorno sia di notte. L'integrazione di un sistema di accumulo permette di stoccare l'energia prodotta nelle ore diurne e utilizzarla nelle ore notturne per i gruppi frigoriferi. L'opportunità tecnica ed economica di questa scelta si valuta esaminando i profili di prelievo orario presenti nelle fatture elettriche aziendali.
È possibile recuperare il calore generato dai gruppi frigoriferi in cantina?
I gruppi frigoriferi impiegati per la stabilizzazione a freddo e il controllo della fermentazione rilasciano una quantità rilevante di calore. Attraverso appositi scambiatori di calore è possibile recuperare questa energia termica per riscaldare l'acqua utilizzata nella sanificazione, nei lavaggi della linea di imbottigliamento e nella climatizzazione degli ambienti, ottimizzando l'efficienza globale dell'impianto senza alterare i consumi elettrici.
Chi può entrare a far parte della comunità energetica insieme alla mia cantina?
Insieme alla cantina possono partecipare persone fisiche, PMI, enti locali, enti religiosi, soggetti del terzo settore e consorzi di bonifica presenti nel medesimo ambito territoriale della cabina primaria. Per le imprese la partecipazione è consentita a patto che non rappresenti la loro attività industriale o commerciale principale, favorendo la condivisione dell'energia con la comunità locale.
Quali condizioni devono essere rispettate per accedere alla tariffa incentivante sull'energia condivisa?
La tariffa incentivante per 20 anni si applica agli impianti rinnovabili fino a 1 MW inseriti in comunità energetiche, gruppi di autoconsumatori o autoconsumo a distanza. La richiesta va presentata entro 30 giorni dal raggiungimento di 5 GW incentivati e non oltre il 31 dicembre 2027. I dettagli sulla spettanza e sui requisiti fiscali si verificano con il commercialista.
Comunità energetiche per cantine vitivinicole: parliamone sui tuoi numeri
Partiamo dalle fatture e dagli impianti che hai. Ti diciamo cosa è possibile, con chi farlo e quali documenti servono.
- D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 199, art. 31 (testo in vigore dal 19/4/2026) (19 aprile 2026)
- GSE, Configurazioni per l'autoconsumo diffuso (DM MASE 7/12/2023 n. 414, Decreto CACER, e s.m.i.) (18 ottobre 2026)
- GSE, CER e gruppi di autoconsumatori in comuni fino a 50.000 abitanti (art. 27 DL 19/2026) (18 ottobre 2026)